Interessante testo d’esordio di una promettente autrice

Il monologo di Monica Massone, intitolato Solo-Una vita, mi ha pienamente convinto. Il lavoro si articola in tre brevi atti. Il primo è diviso in sei scene, il secondo in  dieci  del secondo e il terzo in  quattro. La pièce, pur con qualche limite dovuto al fatto che è il testo  d’esordio della  giovane commediografa,  intreccia per lo più in maniera felice  e abile tempi e persone con cui Antonio Trentin, un uomo semplice e umile, entra in relazione. Trentin è un individuo che si trova  di fronte ad un evento drammatico come la prima guerra mondiale, di cui non  ha la piena percezione della portata sconvolgente. Ciò vale a rendere il testo una denuncia ferma e non retorica, sempre misurata, e come tale di grande  efficacia, del primo conflitto mondiale a cui parteciparono  venti milioni di uomini. In quel tragico conflitto  otto milioni furono i morti,  molti tornarono a casa con ferite gravi nel corpo e nello spirito quattro imperi crollarono sotto i colpi della disfatta militare e della rivoluzione interna. Da quel momento l’Europa perse l’egemonia politico economica del mondo che aveva avuto fino ad allora. Il  protagonista di questo lavoro sul finire,  rivolto ad Albino, dice lapidario: “A me non fa paura nulla.[…] .. Basta avere cura”. E’ un invito a non abbandonarsi alla rassegnazione.

Tratti caratterizzanti di questo lavoro in cui l’autrice si avvale di vaste letture fatte nel corso dei suoi studi sono lo stile incisivo e asciutto, il  ritmo serrato delle battute del protagonista  e il nitore della costruzione che risulta un organismo sostanzialmente compatto e omogeneo.  Innegabilmente il componimento trae giovamento dall’utilizzo di un dialogo scarno e tagliente, del tutto privo di sentimentalismi rugiadosi. Il monologo della Massone si muove su due piani che tendono ad essere convergenti: uno paideutico e l’altro reale, innestando in maniera armonica il rigore di una severa lezione morale e civile su una partitura drammaturgica  agile. Con  efficacia e sapienza l’asciutto copione inframmezza  sequenze tratte dalla realtà ad altre create dalla fantasia del personaggio..

Roberto Trovato

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