Laboratori – Bambini 6-10 anni

Progetto dedicato alla Scuola, alla Biblioteca e all’Ente locale
LA PROPOSTA
Allestire un laboratorio di teatro che abbia come oggetto l’ideazione e la messa in scena collettive di una fiaba/favola originata dall’incontro tra diverse culture e tradizioni

Finalità:
Accompagnare il bambino alla ri-scoperta di un patrimonio di cultura e tradizioni proprie dell’oralità del suo territorio d’origine o d’appartenenza, allo scopo di consolidarne le radici

Agevolare l’integrazione tra culture, mediante la composizione di storie

originate dalla combinazione di elementi provenienti da una molteplicità di tradizioni e, dunque,
di luoghi, di regioni e di nazioni
Favorire una continuità di rapporto tra il bambino, la scuol

a, l’insegnante e la bibliotecaIl progetto è destinato a un gruppo o gruppo-classe composto da bambini tanto italiani, quanto stranieri. E’ importante, perciò, mostrare mediante la fiaba come qualsivoglia cultura abbia figure e temi in comune con qualsiasi altra, oltre alla scoperta da parte del bambino del patrimonio di cultura e tradizione locale

Lo svolgimento del laboratorio avviene in tre fasi:

  • Fase 1: Partecipazione allo spettacolo I MISTERI DELLA VALLE (o LE FATE INCANTATRICI)
  • Fase 2: Allestimento di una storia (leggenda, fiaba, favola, etc. …) originata dall’integrazione/combinazione di elementi che provengono da una pluralità di luoghi, contesti e culture
  • Fase 3: Allestimento di un laboratorio di creazione di storie e di messa-in-scena di una “fiaba di gruppo”
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La bellezza della cultura universale e il ritorno all’originaria saggezza della nostra specie
LA PROPOSTA
Allestire un laboratorio di teatro che abbia come oggetto l’ideazione e la messa in scena collettive di uno spettacolo di prosa, affabulazione, danza e musica dal vivoTesto di riferimento: Il libro della giungla di R. Kipling

Saggio finale: riadattamento teatrale del libro oppure lavoro ispirato
al libro

Conduttrice del laboratorio: Monica Massone.

Testo di Kipling Il libro della giungla raccontato. Lettura animata dalla conduttrice con l’aiuto del gruppo di bambini/e. La finalità è riscoprire il piacere naturale dell’ascolto di un bel racconto di avventure e il privilegio tutto infantile di abbandonarsi alla fantasia oggi come migliaia di anni fa.

Ricreare gli elementi della natura attraverso l’espressione corporea (alberi, liane, animali…) e allo stesso modo vocalmente i suoni caratterizzanti l’ambiente (versi di uccelli, animali vari, suono del vento etc…).
Caratterizzazione del personaggio umano o animale con recupero dei segreti etologici e geografici: la pantera Baghera (non è tutti i felini, è Baghera, ha la sua personalità, il suo passato in cattività..), il lupo Akela (come funziona e si muove un branco di lupi? Impariamo a imitarli…), Mogwli (un cucciolo umano cresciuto dalle scimmie, le molte similitudini e le molte differenze tra specie parenti), l’India (quali sono gli ecosistemi delle foreste pluviali?)

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Fotogallery:
Video:
Laboratorio espressivo-creativo sul riconoscimento, sul contenimento e sulla gestione dell’angoscia, della paura e dell’ansia
LA PROPOSTA

Allestire un laboratorio di teatro che abbia come oggetto l’ideazione e la messa in scena collettive di una storia, possibile da declinare anche in forma di fiaba, originata dall’incontro tra le diverse sensibilità e individualità di ciascun partecipante.
Finalità:
Accompagnare il bambino alla scoperta di sé stesso, al riconoscimento di ciò che per lui rappresentano l’Angoscia, la Paura e l’Ansia.
Rafforzare il senso di sicurezza e di fiducia in sé stesso.
Potenziare l’autonomia di pensiero, al fine di rendere il bambino capace di scegliere, da solo, quale sia, secondo la sua sensibilità e intelligenza, l’azione giusta da intraprendere allo scopo di “addomesticare” o far diventare inoffensivo il proprio “Mostro”.
Incrementare il rapporto di cooperazione.
Conciliare indipendenza d’azione e collaborazione di gruppo.
Favorire l’incontro e il confronto tra ciascun partecipante: conoscere il “Mostro” altrui aiuta a ridimensionare e a sdrammatizzare il proprio.
Agevolare un percorso di crescita interiore: conferire un volto alla propria paura significa sapere chi o che cosa affrontare e, perciò, indentificarne i punti di debolezza su cui far leva per esautorarne il potere di spaventare e trattenere il potenziale creativo di ciascuno di noi.
Fare esperienza di ciò che significa essere artefice del proprio destino: Io e solo io ho potere su Me stesso.
Fare esperienza di ciò che significa essere d’aiuto all’altro: la forza interiore di ciascuno di noi, epurata da paura, angoscia e ansia, può essere messa al servizio di un bene comune che, di riflesso, accresce il benessere individuale.
Imparare a comprendere l’altro e a individuare una comunanza di problematiche che appartengono al Genere Umano e, per questa ragione, contribuire a superare il giudizio di condanna, la discriminazione sociale e la pulsione indotta dalla Società del Consumo alla competitività “di massa”
.Svolgimento:

IDEAZIONE PRATICA – Creazione di un Ambiente:
Ciascun partecipante immagina e illustra al gruppo, mediante un disegno, una descrizione in forma scritta e/o orale o, preferibile, una ricreazione modellando la postura di tre o più compagni, così da ricordare la forma di oggetti o elementi naturali, un ambiente da lui spontaneamente associato a un senso di paura o angoscia.

IDEAZIONE PRATICA – Creazione di un Personaggio:
Ognuno colloca entro il confine di questo “regno” tre personaggi, l’Eroe, il Cattivo, e l’Aiutante Buono, riservando a sé il ruolo di protagonista e affidando ad altri due la parte di Antagonista e Mentore. Quest’ultimo avrà il compito di consegnare all’Eroe oggetti e strumenti “magici”, capaci, se opportunamente adoperati, di conferire al protagonista il potere di sconfiggere (o “addomesticare”) il “Mostro”.
Ogni bambino inventa dunque una storia che drammatizza sia come attore, che come “regista”.

IDEAZIONE PRATICA – Creazione di una Storia di Gruppo:
Ogni singolo elemento appartenente alla storia di ciascuno è, a opera della conduttrice, integrato e combinato con il corrispondente scaturito dall’immaginario di tutti gli altri, così da creare una Storia di Gruppo avente tanti Eroi, tanti Cattivi e tanti Mentori quanti sono i partecipanti al Laboratorio, in una continua alternanza di ruoli e in un costante avvicendamento di episodi di cui l’uno origina l’altro.

MESSA IN SCENA e ALLESTIMENTO
Ricreare gli elementi della natura attraverso l’espressione corporea (alberi, fiumi, animali, etc. …) e allo stesso modo, vocalmente, i suoni caratterizzanti l’ambiente (versi di uccelli, animali vari, suono del vento, etc. …). Caratterizzazione del personaggio, umano o umanoide, con recupero di suggestioni appartenenti all’immaginario collettivo o alla tradizione popolare tipica della cultura di appartenenza/provenienza di ciascun bambino.
Ogni bambino è in scena nella triplice azione di narrazione collettiva della storia, interpretazione/immedesimazione in un personaggio e ideazione di ognuno degli episodi che compongono la “saga”.

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